Come organizzare il telelavoro durante l’emergenza Covid-19

Telelavoro

Tra le misure di contenimento dell’epidemia di Covid-19, il Governo ha indicato, qualora sia possibili, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti di periodi di congedo ordinario o di ferie. In alternativa si suggerisce l’adozione del telelavoro.

Quali sono le normative e come adempiere? Come mettere in pratica l’utilizzo del telelavoro? Ecco alcune precise indicazioni su come procedere per affrontare tutte le sfide lavorative, anche da casa.

Novità sulle normative per l’applicazione del telelavoro

Il Governo ha predisposto le agevolazioni per l’attivazione del “lavoro agile” o “smart working” per far fronte all’emergenza Covid-19. Le agevolazioni possono essere applicate dai datori di lavoro per la durata dello stato d’emergenza (delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020). Queste sono dedicate ad ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza di accordo individuale (normalmente previsto per il telelavoro).

Gli obblighi di informativa in materia di sicurezza del lavoro di cui all’art. 22 L. n. 81/2017, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito INAIL.

Disciplina ordinariaDisciplina transitoria dal 25 febbraio al 1° marzo 2020Disciplina transitoria dal 2 marzo al 31 luglio 2020


Emilia Romagna – Friuli Venezia Giulia – Lombardia – Piemonte – Veneto – Liguria.
DPCM 25 febbraio 2020.


Intero territorio nazionale
DPCM 1 marzo 2020;
DPCM 4 marzo 2020;
DPCM 8 marzo 2020.
Per potere attivare la modalità di lavoro agile occorre uno specifico accordo tra le parti (a termine o a tempo indeterminato), stipulato in forma scritta ai fini della regolarità amministrativa e della prova.
L’accordo deve:
disciplinare il luogo di esecuzione della prestazione lavorativa (all’esterno dei locali aziendali) con riguardo alle forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro ed agli strumenti utilizzati dal lavoratore;
individuare i tempi di riposo del lavoratore nonché le modalità per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro;
riconoscere al lavoratore il diritto all’apprendimento permanente e alla periodica certificazione delle relative competenze;
disciplinare l’esercizio del potere di controllo del datore di lavoro;

È consentita l’attivazione dello smart working anche in assenza dell’accordo individuale.
Nella procedura telematica d’emergenza (come indicato dal Ministero del lavoro) l’accordo individuale è sostituito da un’autocertificazione che il lavoro agile si riferisce ad un soggetto appartenente a una delle aree a rischio; nel campo “data di sottoscrizione dell’accordo”, deve essere inserita la data di inizio dello smart working.
La modalità di lavoro agile può essere applicata, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali.
Si confermano le semplificazioni già previste per la procedura telematica d’emergenza.
– individuare le condotte, connesse all’esecuzione della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, che danno luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari; 
– individuare i rischi lavorativi cui il lavoratore è sottoposto e i riferimenti spazio-temporali ai fini del rapido riconoscimento delle prestazioni infortunistiche.

Una volta stipulato l’accordo con il lavoratore, il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione dell’accordo individuale di smart working (e sue modifiche) attraverso la procedura telematica appositamente predisposta sul Portale Servizi Lavoro, indicando dati del datore di lavoro, del lavoratore, della tipologia di lavoro agile (tempo determinato o indeterminato) e della sua durata (è possibile anche una comunicazione in forma massiva qualora sia sottoscritto un numero elevato di accordi). 
Il datore di lavoro redige e consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta sui rischi connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, assumendosi, in via generale, la responsabilità di garantire la sicurezza e il buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa, e una corretta manutenzione degli stessi.


L’obbligo di informativa in materia di sicurezza del lavoro è assolto in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito INAIL.
L’obbligo di informativa in materia di sicurezza del lavoro è assolto in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito INAIL.

Operazioni necessarie per adempiere alle normative sul telelavoro

Il Ministero del Lavoro ha reso accessibile una procedura emergenziale semplificata. La procedura, attiva fino al 31 luglio 2020, consente il caricamento, con un unico flusso, di comunicazioni relative a più lavoratori. L’applicativo è accessibile tramite SPID o credenziali Cliclavoro.

L’accordo, che deve essere stipulato per iscritto ai fini della regolarità amministrativa e del telavoro, disciplina:

  • l’esecuzione della prestazione anche all’esterno dei locali aziendali;
  • le modalità di esercizio del potere direttivo da parte del datore di lavoro;
  • i tempi di riposo e il diritto alla disconnessione del lavoratore.

Si applicano anche ai casi in cui l’attività lavorativa viene svolta in modalità di lavoro agile gli incentivi di carattere fiscale contributivo riconosciuti dalla legge in relazione ad incrementi di produttività ed efficienza (art. 18, comma 4, legge n. 81/2017).

Non sussiste a carico del datore di lavoro alcun obbligo di denuncia ai fini assicurativi se il personale dipendente, già assicurato per le specifiche attività lavorative in ambito aziendale, sia adibito alle medesime mansioni in telelavoro che non determinano una variazione del rischio.

Come organizzare lo smart working

Gli accordi relativi alla modalità di lavoro agile, disciplinano l’esercizio del potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione del lavoratore all’esterno dei locali aziendali, nel rispetto di quanto disposto dall’art. 4, legge n. 300/1970 individuano le condotte che danno luogo all’applicazione delle sanzioni disciplinari (art. 21, legge n. 81/2017).

Il datore di lavoro dovrà dare indicazioni sulle mansioni da svolgere e si deve sincerare che il collaboratore sia in possesso di strumenti idonei. Nello specifico, il datore di lavoro deve fornire al lavoratore un’adeguata informativa circa il corretto utilizzo delle attrezzature/apparecchiature eventualmente messe a disposizione nello svolgimento della prestazione in modalità di lavoro agile, assicurandosi che detti strumenti siano conformi alle disposizioni di legge vigenti (INAIL circ. n. 48/2017).

Indicazioni per i datori di lavoro

Si consiglia al datore di lavoro di programmare il lavoro per i suoi collaboratori, di modo che tutti sappiano cosa devono fare e come farlo. Ovviamente il dipendente in telelavoro ha l’obbligo della reperibilità durante gli orari di lavoro che gli sono stati comunicati.

Il telelavoro è una pratica che presenta notevoli vantaggi per tutte le parti coinvolte, a patto che ognuna rispetti le proprie incombenze. Al fine di coordinare al meglio tutte le operazioni e le comunicazioni tra colleghi e responsabili, si consiglia l’utilizzo di strumenti efficaci e sicuri come ad esempio Teams di Office 365. Grazie a questo software è possibile condividere lo lo schermo del computer, scambiarsi messaggi tramite la chat interna, organizzare meeting ed eseguire video chiamate.

SP Group è in grado di fornire sia Teams che organizzare connessioni VPN per i collegamenti alle macchine nella sede di lavoro. Abbiamo la possibilità di assistere studi professionali e le aziende nella gestione delle necessarie variazioni al GDPR, dovendo comprendere anche le nuove realtà operative da remoto.

Sarà inoltre necessario possedere un’adeguata connessione ad internet, ostacolo facilmente risolvibile grazie agli hotspot generati da quasi tutti gli smartphone.

Rimani aggiornato con SP Group, nei prossimi articoli tratteremo di soluzioni pratiche per gestire correttamente il telelavoro.

Bandi di finanziamento

Continuiamo la serie di informazioni riguardanti i bandi di finanziamento per supportare professionisti ed aziende durante il lockdown. Segnaliamo alcune iniziative utili tenendo conto che sono solo un piccolo sottoinsieme di quanto attualmente disponibile o di prossima apertura.

Lazio

  • Contributo a fondo perduto fino al 40% per i Piani Aziendali di Smart Working attuate a causa dell’emergenza epidemologica da COVID-19 (coronavirus).
  • Resto al Sud. Contributo a fondo perduto fino al 35% e finanziamento a tasso agevolato fino al 65% per la costituzione di nuove imprese da parte di giovani imprenditori nelle aree colpite dal sisma del 2016.

Lombardia

  • Contributo a fondo perduto per l’adozione di piani aziendali di Smart Working.
  • Contributo a fondo perduto per il sostegno ai contratti e accordi di solidarietà.

Marche

  • Contributo a fondo perduto alle imprese in caso di assunzioni di soggetti disoccupati.
  • Contributo a fondo perduto fino al 50% per la partecipazione di MPMI a fiere nazionali e internazionali.
  • Resto al Sud. Contributo a fondo perduto fino al 35% e finanziamento a tasso agevolato fino al 65% per la costituzione di nuove imprese da parte di giovani imprenditori nelle aree colpite dal sisma del 2016.

Piemonte

  • Contributo a fondo perduto per l’individuazione e la gestione dell’offerta formativa.
  • Contributo a fondo perduto per la percorsi formativi di Apprendistato e Alta Formazione di ricerca.
  • R. 34/04. Finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto per lo sviluppo delle imprese e per l’ammodernamento e innovazione dei processi produttivi.
  • Contributo a fondo perduto per l’adesione al progetto per le imprese dell’Eccellenza artigiana.

Liguria

  • Contributo a fondo perduto per la riqualificazione ambientale e paesaggistica a rilevante impatto turistico.
  • Contributo a fondo perduto fino al 50% per la partecipazione a fiere ed eventi per l’internazionalizzazione.

Emilia Romagna

  • Contributo a fondo perduto fino al 100% per la promozione del capitale umano, creazione di posti di lavoro e del dialogo sociale.
  • Contributo a fondo perduto fino al 90% per facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese e professionisti.

Calabria

  • Credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.
  • Bando Borghi e Centri Storici. Contributo a fondo perduto fino al 100% per la riqualificazione e valorizzazione turistico-culturale.

Abruzzo

  • Credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.
  • Contributo a fondo perduto per la formazione e l’inserimento lavorativo.

Toscana

  • Contributo a fondo perduto fino al 100% per progetti di potenziamento e innovazione didattica nelle scuole.
  • Contributo a fondo perduto per la concessione di voucher per l’accesso a spazi di coworking.

Umbria

  • Resto al Sud. Contributo a fondo perduto fino al 35% e finanziamento a tasso agevolato fino al 65% per la costituzione di nuove imprese da parte di giovani imprenditori nelle aree colpite dal sisma del 2016.

Tutto il territorio nazionale

  • Contributo a fondo perduto per il miglioramento della competitività.
  • Piano Transizione 4.0. Credito d’imposta promosso per sostenere gli investimenti in beni strumentali.
  • Piano Transizione 4.0. Credito d’imposta promosso per sostenere la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione e il design.
  • Piano Transizione 4.0. Credito d’imposta fino al 50% promosso per sostenere la formazione del personale.
  • Smart&Start. Finanziamento a tasso agevolato fino all’80% promosso da Invitalia a sostegno delle startup innovative.

A presto con altri suggerimenti e soluzioni.

Contattaci per una consulenza sull’organizzazione del telelavoro.

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